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2
Nov
23:31

Storia [modifica]

Sicignano fu feudo della famiglia Falletti di Grotteria (RC), originaria piemontese, che furono anche marchesi di Bossia, duchi di Cannalonga e principi di San Gregorio, San Alicandro, Zoppinio e Gallo con Giacinto Falletti Aracadi (Grotteria 19 settembre 1661), figlio di Giuseppe Falletti e di Antonietta Arcadi dei baroni di Pisana da Castelvetere, cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro, reggente del Regio Collateral Consiglio, che il 3 marzo 1713 sposò Rosa Margherita Valperga dei marchesi di Masino presso Ivrea.

Milano è una città dell’Italia settentrionale, capoluogo dell’omonima provincia e della Regione Lombardia. Secondo comune italiano per numero di abitanti (1.300.000 circa, secondo l’ultima indagine ISTAT), è il nucleo della prima area urbana (3.922.710 ab.) e della prima area metropolitana d’Italia (7.400.000 ab.).


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La Mappa delle nove zone di Milano
La numerazione parte dal centro storico della città, racchiuso nel perimetro delle mura e prosegue per le altre zone, disposte a raggiera intorno ad esso, a partire dal settore nord-orientale:
* Zona 1: Centro storico
* Zona 2: Stazione Centrale, Gorla, Turro, Greco e Crescenzago
* Zona 3: Porta Venezia, Città Studi, Lambrate
* Zona 4: Porta Vittoria, Porta Romana, Forlanini, Monlué, Rogoredo, Corvetto
* Zona 5: Porta Ticinese, Lodovica, Vigentino, Chiaravalle, Gratosoglio
* Zona 6: Barona, Lorenteggio, Giambellino, Porta Genova
* Zona 7: Porta Vercellina, Baggio, De Angeli, Forze Armate, San Siro
* Zona 8: Porta Volta, Fiera, Gallaratese, Quarto Oggiaro
* Zona 9: Porta Nuova, Stazione Garibaldi, Niguarda, Bovisa, Fulvio Testi

Vecchia suddivisione:
* Zona 1: Centro storico
* Zona 2: Centro direzionale, Greco, Zara
* Zona 3: Porta Venezia, Buenos Aires
* Zona 4: Porta Vittoria, Porta Romana (Milano)
* Zona 5: Porta Ticinese, Porta Genova
* Zona 6: Magenta, Sempione
* Zona 7: Bovisa, Dergano
* Zona 8: Affori, Bruzzano, Comasina
* Zona 9: Niguarda, Cà Granda, Bicocca
* Zona 10: Monza, Padova
* Zona 11: Città Studi, Argonne
* Zona 12: Feltre, Carnia, Cimiano, Ortica, Lambrate
* Zona 13: Forlanini, Taliedo
* Zona 14: Corvetto, Rogoredo, Vigentino
* Zona 15: Chiesa Rossa, Gratosoglio
* Zona 16: Barona, Ronchetto delle Rane
* Zona 17: Lorenteggio, Inganni, Baggio
* Zona 18: Baggio, Forze Armate
* Zona 19: QT8, Gallaratese, San Siro
* Zona 20: Vialba, Certosa, Quarto Oggiaro

Milano dispone di 3 linee di metropolitana:

* Linea M1 (chiamata Linea Rossa) termina a nord-est con capolinea Sesto F.S., la linea alla fermata di Pagano si biforca e prosegue verso nord-ovest (capolinea Rho-Fiera) e verso sud-ovest (capolinea Bisceglie).
* Linea M2 (Linea Verde) termina a sud con capolinea Abbiategrasso, la linea alla fermata di Cascina Gobba si biforca e prosegue verso nord-est (capolinea Cologno Nord) e verso est (capolinea Gessate).
* Linea M3 (Linea Gialla) collega il capolinea a nord Maciachini con il capolinea a sud-est San Donato.

La rete, gestita dall’ATM e indicata con il logo “M”, si estende per più di 80 km. Dalla fermata di Cascina Gobba (M2), inoltre, parte una linea di metrò automatico che la collega al vicino ospedale universitario San Raffaele (Metrò S. Raffaele).

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Rete Metropolitana e delle Ferrovie Urbane

Ultime foto pubblicate su Flickr:

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Meteo dei prossimi 5 giorni nel comune di Milano:

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Buon divertimento a tutti!!

WORKSHOP INTERNAZIONALE
LUNGO LA FERROVIA SICIGNANO – LAGONEGRO

Polla: da oggi fino a sabato 13 studi di fattibilità per il ripristino della tratta ferrata

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Mantenere vive le aspettative di un territorio composto da circa 100mila abitanti, raccogliendo progetti, idee, soluzioni per il riutilizzo della tratta ferroviaria Sicignano – Lagonegro su cui è sospeso il transito dei treni dal 1 aprile del 1987.

É questo lo scopo che si sono prefissi il Comune di Polla e l’assessorato ai Trasporti della Provincia di Salerno, con il patrocinio della Regione Campania, organizzando il Workshop internazionale lungo la tratta ferroviaria Sicignano – Lagonegro. Il workshop, che si terrà dal 9 al 13 settembre a Polla, si inserisce nel corso di una lunga serie di attività di ricerca condotte dal gruppo di studiosi della facoltà di Ingegneria presso l’università di Napoli “Federico II”.

Studi coordinati dal professor Giancarlo Mainini, incentrati su un territorio che è solcato dal fiume Tanagro, dalla ferrovia Sicignano – Lagonegro e dalle altre infrastrutture che si sviluppano parallelamente ad essa quali l’autostrada Salerno – Reggio Calabria e la Strada Statale 19 detta “delle Calabrie”.

Un lavoro che parte dalle ricerche finanziate nel 2005 dalla Regione Campania e nel 2004/06 dal Ministero dell’Università per giungere ad un nuovo attrattore turistico e culturale ne Vallo di Diano munito di un apposito sistema di collegamento verso le attrattive storiche e naturalistiche di cui il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano è costellato.

L’equipe di lavoro è formata da 20 tra studenti e docenti provenienti da diverse università dello Stivale che hanno indicato cinque aree strategiche lungo il corso della ferrovia e del fiume Tanagro, nel territorio di Polla, su cui intervenire al fine di recuperare manufatti di rilievo, sistemare gli argini del fiume come struttura portante di un complessivo progetto di valorizzazione e attrezzatura del territorio pollese.
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Gli incontri inizieranno dunque oggi, a partire dalle 15.30 presso l’aula consiliare “Santa Chiara” del Comune di Polla, nel centro storico. Ad aprire i lavori saranno, per i saluti, Massimo Loviso, sindaco di Polla, e Rocco Giuliano, assessore ai Trasporti della Provincia di Salerno.

Seguiranno gli interventi di Sergio Negra, tecnico dell’assessorato regionale ai Trasporti, e di Giancarlo Mainini, docente universitario che cura il progetto del workshop.

Collaborano al Workshop gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Napoli e Salerno.

Il programma dettagliato della 4 giorni è contenuto nell’ allegato in formato pdf.

SCARICA IL PROGRAMMA IN FORMATO PDF

Ven
5
Set
20:11

P A D U L A

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Natura e Arte alla Certosa di San Lorenzo  INSIEME  “ORTUS ARTIS” E “FRESCO BOSCO” Evento promosso dalle Soprintendenze BAP e BSAE di Salerno, a cura di Achille Bonito Oliva Natura e Arte in Certosa ORTUS ARTIS E FRESCO BOSCO Manifestazione ideata e curata da Achille Bonito Oliva Inaugurazione  venerdì 5 settembre 2008 h. 19 Luogo              Certosa di San Lorenzo, Padula (Salerno) Durata mostra  5 settembre 2008 - 8 gennaio 2009 Una straordinaria manifestazione di arte contemporanea legata ad uno storico scenario. Il complesso monumentale della Certosa di San Lorenzo a Padula con il suo secolare parco diventa lo sfondo per Natura e Arte in Certosa: ORTUS ARTIS E FRESCO BOSCO, ideata e curata da Achille Bonito Oliva. L’evento offre la presenza di artisti di fama internazionale di cui si ammirano sculture, opere pittoriche, fotografie, installazioni, performances e la realizzazione di giardini contemporanei nelle celle dei monaci. La manifestazione fa seguito alle rassegne “Le opere e i giorni” (2002-2003-2004) e “Ortus Artis” (2003-2004-2006). L’esposizione è promossa dalle Soprintendenze BAP e BSAE di Salerno e Avellino ed è realizzata con i fondi della Regione Campania. Achille Bonito Oliva commenta: “se Ortus Artis porta con sé la nuova sfida del confronto con un passato non direttamente tangibile, quasi immaginario, per riportare alla luce le celle di cui quasi nulla si è conservato, Fresco Bosco segna lo slittamento dell’arte dall’interno della Certosa all’esterno e reinventa il Parco mettendo in scena eventi di grande spettacolarità in un’atmosfera di festa barocca”. La sera dell’inaugurazione il pubblico parteciperà a quella che lo stesso curatore definisce un momento di sintesi delle arti in cui la dimensione della festa investe l’intero complesso monumentale. Fresco Bosco conduce dunque i visitatori in un viaggio verso la conoscenza dei nuovi linguaggi della contemporaneità, osservati e rappresentati nella loro molteplicità di espressioni artistiche e poetiche.    Francesco Arena con l’installazione Nicchie con aureole utilizza il luogo originariamente impiegato come rimessa per gli attrezzi agricoli, trasformandolo in deposito per aureole che, orfane del proprio riferimento, illuminano se stesse conservate in casse-reliquiari. Chiara Camoni con Appunti per una scultura propone un crocifisso in stucco a grandezza naturale, da posizionare a terra, che racchiude una doppia possibilità, un ribaltamento di spazio e di senso. Pavimento#1 è il titolo dell’opera di Flavio Favelli, rifacimento di un modulo di cm. 250×200 del pavimento in marmo inserito nel parco che riprende i motivi del lastricato della Certosa. Marcello Cinque realizza due sculture di roccia bianca con spugna imbevute di cemento, dal titolo Fiori-muschio. L’installazione di Matteo Fraterno nasce dall’idea di contrapporre lo spazio della neviera, anticamente adibito a conservare il ghiaccio, al calore di materiali quali sabbia e lava che riempiono una profondità di circa 10 metri: su una scala posta alla sommità della neviera un soprano intona l’originale canto napoletano “Scalinatella”. Giancarlo Neri trasforma il paesaggio in mappa e la mappa in territorio con Voi siete qui, una sorta di grande cartello posizionato in una radura. Siamosiete, installazione al neon di Pietro Costa, include 6 contenitori luminosi disposti tra gli alberi del giardino, sui temi dell’identità e della colpa; l’artista sceglie oggetti comuni, come i bidoni di plastica della spazzatura, per sottolineare il contrasto tra il sacro e profano nell’arte, nella religione e nelle nostre scelte morali. Franco Silvestro presenta una serie di figure in ceramica di dimensioni naturali per affrontare il tema del sociale nelle zone più calde dell’Italia del sud, mentre Bartolomeo Migliore, attraverso le parole Burning Humus scritte in latta a formare un cerchio di 2 metri di diametro nel terreno, racconta il paesaggio urbano della zona. La storia della Certosa crea lo sfondo per l’opera di Francesco Bocchini che con Condominio infinito, una sua tipica scaffalatura in ferro illuminata all’interno, racconta la storia di frati e uomini illustri che nel tempo hanno abitato questo suggestivo luogo di preghiera. Tra le sculture posizionate nel parco si segnalano: Victoria non finita del polacco Krzystof Bednarski, un’opera composta da blocchi di gas beton che raffigura una gigantesca mano chiusa con le due dita alzate nel tipico segno di vittoria, con le due falangi non completate; la monumentale figura in marmo di Giuseppe Capitano; la colonna di metallo di Pietro Fortuna, di circa 3 metri di altezza con fasce laterali che formano una sorta di diapason. L’australiano Lawrence Carroll creerà un’opera site specific in una cella della Certosa.
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Le opere rimarranno in esposizione permanente incrementando la già cospicua collezione: fotografie, opere pittoriche e installazioni saranno infatti collocate all’interno della Certosa a creare un vero e proprio museo di arte contemporanea nei luoghi sacri dei monaci certosini. Gabriele Basilico propone una suggestiva fotografia della città di Beirut, già parte del ciclo fotografico presentato alla Biennale di Venezia 2007. Di Lucia Lamberti è stato scelto Ad occhi chiusi, un quadro che ritrae una bambina a braccia aperte ed occhi chiusi, un’immagine che simboleggia l’abbandonarsi e il procedere verso la vita, ma anche la condizione di incoscienza, di incapacità di vedere e di prevedere. L’artista israeliano Shai Frish Peri ha realizzato un’installazione a muro costituita da una superficie assemblata con componenti elettriche, mentre Paolo Picozza ha dipinto una tela di grandi dimensioni con bitume e carta incollata sulla superficie. La fotografia di Sergio Picciaredda, Pool, rispecchia una visione soggettiva della realtà, colta nell’intimo di molti dettagli. Spazio ottanta, Barcellona restituisce un’immagine accattivante della città spagnola: Lorenza Lucchi Basili rappresenta habitat contemporanei affidandosi alle condizioni di percezione al momento dello scatto. Gianfranco Baruchello presenta il video Il bosco, in cui una passeggiata diventa lo spazio sensibile dell’immaginazione: il bosco è anche il risultato di un’opera di cura, manutenzione e recupero di un sito storico, ovvero la strada  etrusca che congiungeva l’antica Veio a Sacrofano. Un altro interessante video viene proiettato: Symbiosis, dell’artista greca Mary Zygouri, fa parte del progetto “Fattening Cells” e riflette sul delicato tema del rapporto tra l’Autorità e la Massa.

Luca Campigotto, Raffaela Mariniello e Francesco Acone, che presenta Mesopotam, fanno rivivere gli antichi spazi della Certosa attraverso poetici scatti fotografici, mentre Mauro Di Silvestre e Luca Padroni espongono opere pittoriche.

Di eccezionale spessore anche le performances in programma: lo spettacolo Electronic cafè è di Umberto Scrocca, mentre Domenico Mennillo-Lungrabbe, insieme ad Arianna D’Angiò, è il protagonista di La Maison de Rêve, rielaborazione di un progetto architettonico-musicale del compositore La Monte Young. Questa performance dà vita a una vera e propria “stanza nel verde”, nella quale abitano un uomo e una donna, animata da un tessuto sonoro costante (musica melodica “trattata” e musica elettronica). La classe morta è il titolo dello spettacolo di Guidarello Pontani in cui attori in carne e ossa chiameranno, come per un vera interrogazione, altri attori scomparsi da tempo. La classe, ossia lo spazio scenico, si animerà improvvisamente attraverso colloqui, monologhi e gesti fantastici: artisti, attori, registi, poeti, scrittori e altri personaggi significativi degli ultimi decenni prendono così forma trasportando lo spettatore tra spazio e tempo, in un luogo frequentato soltanto dagli dei.

Ortus Artis è dedicata alla rivisitazione dei giardini di due celle della Certosa. È un momento di incontro tra paesaggio e  architettura, tra natura e arte; al tempo stesso, è un’occasione di confronto e sviluppo delle posizioni più attuali nel campo dell’architettura del paesaggio contemporaneo nazionale e internazionale. Per questa edizione si realizza il progetto della cella n. 26, ideato dagli studenti dell’università di Dresda, che con l’opera “DERECONSTRUKTION” hanno vinto “Ortus Artis 2006 - IV Workshop internazionale del paesaggio e del giardino contemporaneo”. L’ateneo tedesco si è così affermato sugli altri istituti partecipanti, studiando un progetto in cui è stata riscontrata una sensibilità universale che non rinuncia al dialogo con la natura. La cella n. 26 è una delle due recuperate dalle alluvioni di fine ‘800, in cui, grazie a scavi recenti, erano state rinvenute le tracce sia della cella stessa che del muro di cinta. Il fertile terreno di Ortus Artis ha fatto inoltre nascere l’innovativo concorso on-line per la rilettura del giardino della cella n. 25. Il gruppo di architetti di paesaggio Archi-pelagus di Roma ha vinto con il progetto Riflessioni, in cui l’essenzialità dello spazio diventa uno spunto alla riflessione sull’esistenza, un mezzo per trascendere la dimensione materiale e innalzarsi verso quella spirituale. Gli ambienti interni della stessa cella, recuperati e riutilizzabili grazie agli interventi di restauro conservativo della Soprintendenza, ospitano le opere di fotografia che arricchiscono la collezione di opere contemporanee già raccolte in Certosa.  

Maria Giovanna Sessa, Direttrice della Certosa sottolinea: “La Certosa di Padula diviene tappa irrinunciabile nel viaggio di conoscenza della complessa sensibilità contemporanea, in cui la dimensione artistica, architettonica, poetica e spirituale dialogano e creano un’unità di senso attraverso la commistione tra passato e presente.”
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Gennaro Miccio, Conservatore della Certosa, afferma: “Per la prima volta quest’anno, Fresco Bosco, arricchito dai nuovi interventi di artisti di fama internazionale, si fonde con Ortus Artis, il progetto che ha riportato a nuova vita i giardini delle celle, metafora del nutrimento dell’anima. Si crea così una continuità ideale tra la vita del monastero e la creatività che sconfina e abita il desertum”. Il coordinamento esterno è di Giuliana Picarelli e Martina Cavallarin. Sito internet www.comune.padula.sa.it è visitabile per notizie sul luogo. Sui luoghi e sugli eventi culturali del Ministero è a disposizione anche un call center che risponde al  numero verde 800 991 199. Il servizio è attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Si può inoltre consultare il sito internet www.beniculturali.it (eventi culturali) - info Michele Faiella (Ufficio Stampa)  e mail: stampa.ambientesa@arti.beniculturali.it .  E’ attivo anche un servizio SMS, grazie a CulturalSMS,  basterà inviare dal proprio telefonino un SMS al numero 339 991 199   per conoscere orari, indirizzi e costo dei biglietti dei principali monumenti e musei.  

Coordinate Mostra
Natura e Arte in Certosa ORTUS ARTIS E FRESCO BOSCO

A cura di            Achille Bonito Oliva Luogo                Certosa di San Lorenzo a Padula (Salerno) Inaugurazione    venerdì 5 settembre 2008 h. 19 Durata mostra    5 settembre 2008 - 8 gennaio 2009 Orario                 h. 9 - 19.30 tutti i giorni. Chiuso martedì Ingresso Euro 4 intero gratuito fino ai 18 anni e oltre i 65 ridotto 50% dai 18 ai 25 Visite guidate al Parco gratuite

Come si raggiunge La Certosa è situata a 104 km a sud di Salerno, vi si arriva con l’Autostrada A3 Salerno Reggio Calabria, uscita stazione di Padula - Buonabitacolo. E’ distante circa 8 km dall’uscita autostradale.

Informazioni: Certosa di Padula Tel. 0975.778608 Soprintendenza di Salerno Tel. 089.2573224 - 089.237666

Nel gadget che segue le previsioni meteo per i prossimi cinque giorni per il comune di Padula:
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La storia della Isole Tremiti è strettamente legata al mito di Diomede, uno dei celebri eroi omerici che partecipò all’epica guerra di Troia narrata nell’Iliade. Originario dell’Etolia nacque ad Argo, dove la sua famiglia, che regnava sulla città, era stata costretta a fuggire. Il giovane Diomede si distinse da subito nell’apprendere l’arte della guerra e dimostrò sin da ragazzo il suo amore per la giustizia ed un carattere molto deciso. Dopo aver combattuto per liberare Tebe dagli usurpatori sposò Egialea, orfana del re di Argo morto nella stessa battaglia, e partì per la guerra di Troia. Protetto da Atena, dea della sapienza, era un guerriero tra i più possenti delle schiere greche: affrontò in duello il troiano Enea e a nulla valse l’intervento in sua difesa della madre di quest’ultimo, la dea Afrodite, che Diomede offese e ferì a una mano. Affrontato in duello da Glauco, principe di Lidia, dimostrò invece grande lealtà ricordando l’ospitalità del nemico nei confronti della sua famiglia e decidendo di non battersi e stringendogli la mano.

Fu protagonista di imprese di grande rilievo e di mediazioni delicate con Agamennone ed Achille, spesso al fianco dell’amico Ulisse: ai due si deve il furto del Palladio, il simulacro protettore di Troia, ragion per cui Dante li collocherà insieme nell’VIII cerchio dell’Inferno.

Vinta la guerra tornò in patria senza particolari problemi, contrariamente a quanto accadde a molti altri eroi, ma qui, per un incantesimo dell’ingiuriata Afrodite, nessuno lo riconobbe (oppure, secondo un’altra variante del mito, la moglie lo aveva tradito sposando Cillabaro) e decise di rimettersi in viaggio con i compagni alla volta delle coste italiche. E’ qui che la leggenda di Diomede si suddivide in tante storie che si intrecciano con svariate realtà locali del Meridione: Andria, Brindisi, Benevento, Arpi, Siponto, Canosa, San Severo e molte altre località sarebbero state fondate dall’eroe omerico, nelle vesti ora di civilizzatore e promotore della cultura greca.

Nei pressi del Gargano gettò in mare tre grandi sassi che aveva raccolto a Troia e questi riemersero sottoforma di isole: le Tremiti. Secondo un’altra versione Diomede qui incontrò Dauno, re dei Dauni, e lo aiutò a sconfiggere i Messapi: il suo determinante aiuto gli valse in moglie la principessa Euippe, recante in dote la parte settentrionale della Puglia. Un’altra variante vuole che Diomede, dopo essere stato al fianco di Dauno, lo uccise divenendo re delle sue terre. Dopo aver rifiutato di combattere, in tarda età, contro il nemico Enea al fianco dei latini, morì e venne sepolto sulla spiaggia dell’Isola di San Nicola, mentre i suoi compagni vennero mutati da Afrodite – per vendetta o per compassione, a seconda delle versioni del mito – in grossi uccelli dal verso simile al pianto, le diomedee. Sulla stessa isola sarebbe nascosto un ingente tesoro a lui appartenuto: si narra che nel III sec. la Madonna sia apparsa ad un eremita indicandogli il luogo dove avrebbe ritrovato grandi ricchezze. Questi, dopo qualche diffidenza, obbedì e, trovato il tesoro, avrebbe edificato in quel punto un santuario in segno di devozione e riconoscenza.

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Autori: Editore Airplane

I weekend più belli d’Italia

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Non c’è altro luogo, in Europa e nel mondo, dove un borgo, un castello, una pieve, un panorama, una festa, non valgano, per quanto minuscoli, a giustificare i chilometri percorsi. Questo luogo si chiama Italia “minore”, cui questa guida è dedicata. Nelle sue pagine troverete piccole mete scelte seguendo l’arte e la natura, l’archeologia e l’enogastronomia, le tradizioni e la storia. Sono schede che forniscono al lettore/viaggiatore spunti per destare il suo interesse e spingerlo a partire. Ogni itinerario è stato vissuto e percorso in prima persona. Ad accompagnarlo, le indicazioni per dormire e mangiar bene e gli indirizzi del buon comprare: dall’artigianato all’enogastronomia.

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Autore: Giunti Editore

Weekend a Praga. Itinerari, shopping, ristoranti, alberghi

In sintesi:

Una guida agile, dove è possibile trovare tutto il meglio per organizzare una vacanza”alla grande” nel tempo a disposizione. Quattro itinerari selezionati, ciascuno con una cartina originale, arricchiti con gli orari dei principali musei e monumenti, guidano alla scoperta dei luoghi da non perdere. Inoltre per lo shopping si propongono i negozi più prestigiorsi e interessanti della capitale. Un’accurata selezione delle birrerie e dei ristoranti più tipici, alla scoperta delle migliori specialità della cucina boema e delle molteplici varietà di birra che fanno il vanto della capitale; una scelta di tradizione e atmosfera, ma anche nuovi locali che fanno tendenza. Vengono presentati moderni alberghi ma anche hotel tradizionali.

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Autore: Di Bari Vito; Magrassi Paolo

Titolo: 2015 weekend nel futuro. Viaggio nelle tecnologie che stanno per cambiare la nostra vita

In sintesi:

Un viaggio nel tempo, sulla terra in cui abitiamo, ma trasformata dalle tecnologie digitali. Tecnologie reali, raccontate senza fughe in avanti. Anzi, pesate e ponderate nella loro capacità di affermarsi realmente nell’orizzonte temporale di riferimento: il 2011-2015. In un futuro non tanto vicino da esserci già visibile, ma non abbastanza lontano per affidarlo ai posteri. Gli autori hanno raccolto la sfida di formulare previsioni tecnoscientifiche a medio termine: terreno sul quale da anni nessuno si avventura. Attingendo a una knowledge network senza pari e applicando rigorosi metodi previsionali, Di Bari e Magrassi ci dicono come e quando le più avanzate tecnologie pervaderanno la nostra vita quotidiana, cambiandola.

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Dom
3
Ago
11:59

Versione statica

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Ven
1
Ago
16:13

Caltabellotta: Ripresa Aerea

Dall’arabo Qal’at-al-ballut, letteralmente “rocca delle querce”, oggi Caltabellotta.

Dove si trova Caltabellotta:

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Dove e cosa visitare

Ex Chiesa di San Francesco di Paola
Resti del portale dell’antica chiesa di San Francesco, a Caltabellotta nella via madrice

La Necropoli Sicana
22 tombe a grotticelle, di origine preistorica. Si trovano all’entrata orientale e occidentale del paese
Grotte di San Cono
Complesso di grotte abitate sin dal periodo sicano e circondate da una miriade di tombe a grotticella

Ruderi della chiesa di San Benedetto e scavi archeologici
Ritrovamenti archeologici nella zona della Gulea, datati approssimativamente intorno al VI sec. A.C.
Altare sacrificale del Dio Kronos
E’ un altare a doppia scalinata usato in età greca e romana per sacrifici anche umani

Necropoli di C/da San Marco
Ritrovamenti archeologici nella zona di San Marco, datati approssimativamente intorno al VI sec. A.C.
Il Castello e la Torre Normanna
Sotto l’imponente mole dell’alta rupe (m. 950) che domina l’abitato, l’ultimo malinconico avanzo del castello normanno, edificato sui resti di un precedente fortilizio arabo

La Badia
Lasciata la piazza Umberto I e salendo per la via Colonnello Vita, si dispiega la tersa facciata della Badia, antico monastero delle benedettine di Santa Maria di Valverde
Lu Pirtusu
Apertura naturale nella roccia che mette in comunicazione, nella parte più alta, il versante nord con quello sud del paese
Il Palazzo Bona
Il più importante palazzo nobiliare di Caltabellotta si affaccia, con un fronte di circa 25 metri, sulla discesa Barone Scunda (dal nome del feudo della famiglia che lo ha detenuto per almeno tre secoli) e nella quale è ubicato l’ingresso principale

Il Castello vecchio
Ruderi delle antiche fortificazioni degli schiavi ribelli
La Scuola di Elementare Sant’Agostino
All’inizio dell’era fascista, a Caltabellotta non esistevano altri locali idonei utilizzabili ad uso scolastico, tranne quelli del Collegio, e nell’ottica dell’epoca è stata demolita la struttura quattrocentesca, probabilmente in cattivo stato di conservazione, per fare posto all’attuale imponente organismo in puro stile “littorio”
La Villa comunale
Anticamente giardino dei frati Carmelitani della Chiesa di Sant’Agostino, attualmente è l’area verde di Caltabellotta

Collegio di Santa Maria del Fervore (Fraz. Sant’Anna)
Complesso di edificio gestito dalle suore dedite a Santa Maria del Fervore, che sorge nella fraz. di Sant’Anna
Piazza Fontana (Fraz. Sant’Anna)
Piazza centrale della fraz. di Sant’Anna, dove si svolge la vita sociale del centro omonimo

Castello di Poggio Diana (C/da Poggiodiana - Ribera)
Il castello di Poggiodiana sorge a quattro Km da Ribera, su un colle a 200 metri di altezza; attualmente si può raggiungere solo a piedi, attraverso un viottolo di campagna

Linee stradali
Caltabellotta è posta nelle vicinanze della strada statale 386 che collega Chiusa Sclafani con Montallegro, della strada statale 115 che unisce Trapani con Siracusa e della strada statale 188 che mette in collegamento Marsala con Lercara Friddi (Pa).
Autostrade
La provincia di Agrigento non è al momento attraversata da nessun tronco autostradale. È possibile distinguere diverse linee autostradali nei pressi della provincia.
Ad occidente la più vicina risulta essere in provincia di Trapani ed è la autostrada A29 che collega Palermo con Mazara del Vallo.
Detta autostrada è a due corsie più corsia di emergenza in entrambi i sensi di marcia e non prevede pagamento di pedaggio autostradale. Risulta sprovvista di stazioni di rifornimento, ma attraversando numerosi comuni il rifornimento di carburante può venire effettuato negli stessi.
Nella parte nord - orientale della provincia, risulta essere la più vicina la autostrada A19 che mette in collegamento Palermo con la città di Catania. Detta autostrada è a due corsie più corsia di emergenza in entrambi i sensi di marcia e non prevede pagamento di pedaggio autostradale.

Linee ferroviarie
Stazione più vicina: Castelvetrano. Distanza dal centro: 68 chilometri

Linee aeree
Gli aeroporti che risultano essere più vicini a Caltabellotta sono due.
L’aereoporto civile principale della provincia di Trapani, Aerostazione “Sen. Vincenzo Florio” di Trapani - Birgi, posto a 113 km. da Caltabellotta.
Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con Roma, Milano e le isole Lampedusa e Linosa (Pelagie).
L’aereoporto civile principale della provincia di Palermo, Aerostazione “Falcone - Borsellino” di Palermo - Punta Raisi, posto a 140 km. da Caltabellotta.
Da esso sono possibili collegamenti quotidiani con le principali località italiane e internazionali.

Linee marittime
Il porto più vicino risulta essere quello di Porto Empedocle (96 Km.) e quello di Palermo (104 Km)

Gadget per siti web

Il meteo per i prossimi 5 giorni a Caltabellotta
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